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Il manifesto Art Nouveau. Da Metlicovitz a Mucha

3 Luglio - 26 Luglio

TREVISO E CADEGLIANO, VARESE
“Il manifesto Art Nouveau. Da Metlicovitz a Mucha”
A cura di Elisabetta Pasqualin, Andrea Speziali, Carla Tocchetti

Dal 3 luglio al 26 luglio 2026 in location diffuse

Treviso, Museo Nazionale Collezione Salce – Direzione regionale Musei Nazionali Veneto
Dal 3 luglio al 26 luglio Museo Nazionale Collezione Salce, Chiesa di Santa Margherita, via Reggimento Italia Libera, Treviso
Orari: dal venerdì alla domenica, dalle 10:00 alle 18:00 (la biglietteria chiude alle ore 17:30)
Per informazioni tel. (+39) 0422 423386

Cadegliano (Varese), Antica stazione del treno, via Statale
Nei giorni 8 – 9 -10 -13 -14 luglio dalle 15:00 alle 19:30
Nei giorni 11 – 12 luglio dalle 9:30 alle 12:30 e dalle 15:00 alle 19:30.
Ingresso libero. Per informazioni tel. (+39) 0332 591012

Cadegliano (Varese), Villa Toletti, via Giorgio Pellini 19
L’ 8 luglio dalle 15:00 alle 19:30
Nei giorni 11 – 12 luglio dalle 9:30 alle 12:30 e dalle 15:00 alle 19:30
Ingresso solo con gruppi prenotati.
Per informazioni e costi: [email protected] | (+39) 335 6746497




La mostra “Il manifesto Art Nouveau. Da Metlicovitz a Mucha” si configura come un’indagine storico-critica sul ruolo del manifesto illustrato nello sviluppo del linguaggio visivo modernista tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo. In questa prospettiva, il manifesto non è solo uno strumento pubblicitario, ma un vero dispositivo estetico e culturale, capace di riflettere le trasformazioni artistiche, sociali e industriali della Belle Époque.

Grazie alla collaborazione con il Museo Nazionale Collezione Salce di Treviso , il percorso espositivo offre un ampio sguardo sulla produzione mitteleuropea e italiana, soffermandosi in particolare sulla figura di Leopoldo Metlicovitz (1868-1944).

Metlicovitz, nato a Trieste da una famiglia di origini dalmate, affermatosi a Milano come direttore tecnico e in seguito artista pittore presso le Officine Ricordi, nella maturità scelse di vivere stabilmente a Ponte Lambro (Como). La sua opera contribuì in modo decisivo alla definizione di un linguaggio grafico aggiornato su modelli internazionali. L’introduzione della litografia a colori rese possibile una produzione su larga scala di immagini vivaci e dettagliate, che Metlicovitz padroneggiava con grande abilità tecnica, utilizzando più matrici per ottenere sfumature profonde e colori brillanti. Le sue opere rivelano un equilibrio tra figurazione simbolista, eleganza lineare e funzione comunicativa, espressione tipica della stagione Art Nouveau.

Da questo nucleo iniziale, la mostra si apre ad altri autori italiani tra cui Giovanni Maria Mataloni (1869 -1944), Ludovico Cavaleri (1867-1942), Aleardo Terzi (1870 -1943) ed altri artisti, per confluire in una dimensione internazionale con Adolfo Hohenstein (1854 -1928) e nella produzione di Alfons Mucha (1860 -1939), tra i massimi interpreti dell’Art Nouveau, di cui l’Art Nouveau Week celebra l’87mo anniversario della morte avvenuta proprio il 14 luglio. Nei manifesti di Mucha, la linea sinuosa, la decorazione fitomorfa e la figura femminile idealizzata convergono in una sintesi visiva capace di superare la funzione pubblicitaria, trasformando l’immagine in icona universale.

L’esposizione evidenzia il manifesto come punto d’incontro tra arti maggiori e applicate, espressione di un’epoca che aspira a un’arte accessibile e integrata nella vita quotidiana.
Il dialogo tra i principali centri culturali europei – da Parigi a Vienna, da Milano a Praga – sottolinea inoltre la dimensione transnazionale del fenomeno.

In questo contesto, il manifesto emerge come uno dei primi strumenti di comunicazione visiva di massa: la diffusione della pubblicità illustrata (prodotti, spettacoli, viaggi, stili di vita), insieme all’aumento dell’alfabetizzazione e della socialità urbana, contribuisce a un linguaggio immediato e accattivante, capace di rendere ogni desiderio praticamente accessibile. Anticipando la grafica moderna come strumento di marketing, esso pone le basi per lo sviluppo della grafica pubblicitaria e del design contemporaneo.

Accompagnata da un prezioso volume antologico contenente circa 400 illustrazioni, con testi critici a cura di Elisabetta Pasqualin, Andrea Speziali e Carla Tocchetti, l’esposizione rappresenta un focus aggiornato e importante sulla produzione del manifesto nella stagione Art Nouveau, e invita a rileggere la sua potenza espressiva non come semplice stile ornamentale, ma come progetto consapevole di rivoluzione estetica.

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