Al via la mostra sul manifesto Art Nouveau

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30 Giu

Da Treviso a Cadegliano: il manifesto Art Nouveau apre il viaggio dell’Art Nouveau Week 2026

Sarà la grafica, arte moderna per eccellenza, ad aprire il percorso dell’ottava edizione di Art Nouveau Week, il festival internazionale dedicato al Liberty e all’Art Nouveau, in programma dall’8 al 14 luglio 2026.

Il 3 luglio, al Museo Nazionale Collezione Salce di Treviso, prenderà infatti il via la mostra “Il manifesto Art Nouveau. Da Metlicovitz a Mucha”, un progetto espositivo diffuso che unirà il Veneto e la Lombardia, da Treviso a Cadegliano, in provincia di Varese, attraverso alcune sedi di particolare valore storico e simbolico.

La mostra, curata da Elisabetta Pasqualin, Andrea Speziali e Carla Tocchetti, sarà visitabile dal 3 al 26 luglio 2026 e rappresenta una delle anticipazioni più significative del festival promosso e organizzato dall’Associazione Italia Liberty. Non si tratta soltanto di un’esposizione dedicata alla bellezza del manifesto illustrato, ma di una vera indagine storico-critica sul ruolo che la grafica ebbe nello sviluppo del linguaggio visivo modernista tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento.

In quella stagione, la strada, il teatro, il commercio, il viaggio, la moda e la vita urbana furono attraversati da una nuova potenza dell’immagine. Il manifesto non era più un semplice strumento pubblicitario: diventava un dispositivo estetico, culturale e sociale, capace di riflettere le trasformazioni della Belle Époque e di tradurre in forme immediate, seducenti e popolari le aspirazioni della modernità. La litografia a colori, con la sua capacità di moltiplicare immagini brillanti e raffinate, contribuì a portare l’arte fuori dai salotti e dai musei, consegnandola allo spazio pubblico, alle città, alle stazioni, ai muri, alle vetrine, ai luoghi del consumo e dello spettacolo.

Il percorso espositivo prende avvio a Treviso, nella suggestiva sede della Chiesa di Santa Margherita del Museo Nazionale Collezione Salce, uno dei luoghi più importanti in Italia per la storia del manifesto. Qui la mostra trova un contesto naturale: Treviso è infatti la città di Nando Salce, il grande collezionista che dedicò la propria vita alla raccolta di manifesti pubblicitari e che, alla sua morte, donò al Ministero della Pubblica Istruzione un patrimonio destinato a diventare una delle più rilevanti collezioni pubbliche italiane dedicate alla grafica.

Al centro del progetto emerge la figura di Leopoldo Metlicovitz, nato a Trieste nel 1868 da una famiglia di origini dalmate, affermatosi a Milano presso le Officine Ricordi, prima come direttore tecnico e poi come artista e pittore. Metlicovitz fu uno dei protagonisti della grande stagione della grafica italiana. La sua opera contribuì in modo decisivo alla definizione di un linguaggio aggiornato sui modelli internazionali, capace di coniugare eleganza lineare, forza narrativa, simbolismo e chiarezza comunicativa. Nei suoi manifesti la tecnica non è mai separata dall’invenzione artistica: l’uso sapiente delle matrici litografiche, delle sfumature e dei colori brillanti restituisce immagini di forte impatto visivo, pensate per catturare lo sguardo e imprimersi nella memoria collettiva.

Accanto a Metlicovitz, la mostra apre lo sguardo ad altri protagonisti italiani ed europei: Giovanni Maria Mataloni, Ludovico Cavaleri, Aleardo Terzi, Adolfo Hohenstein e, naturalmente, Alfons Mucha, tra i massimi interpreti dell’Art Nouveau internazionale. La presenza di Mucha assume un valore particolarmente significativo all’interno dell’Art Nouveau Week, che si svolge ogni anno dall’8 al 14 luglio anche in relazione alle ricorrenze di alcuni grandi protagonisti del Liberty europeo. Proprio il 14 luglio cade infatti l’anniversario della morte dell’artista ceco, avvenuta nel 1939: una data che lega idealmente il festival alla memoria di uno dei padri dell’immaginario Art Nouveau.

Nei manifesti di Mucha la linea sinuosa, la figura femminile idealizzata, la decorazione fitomorfa e il ritmo ornamentale superano la funzione commerciale per trasformare l’immagine in icona. La donna non è soltanto soggetto pubblicitario, ma diventa apparizione, allegoria, emblema di una nuova estetica. È questa capacità di elevare la comunicazione visiva a forma d’arte che la mostra intende restituire al pubblico, mettendo in luce il manifesto come punto d’incontro tra arti maggiori e arti applicate.

Da Parigi a Vienna, da Milano a Praga, il manifesto Art Nouveau racconta una cultura transnazionale, mobile, aperta, capace di assorbire suggestioni diverse e di trasformarle in un linguaggio comune. Non esiste una sola Art Nouveau, ma una costellazione europea di esperienze: il Liberty italiano, il Modernismo catalano, lo Jugendstil tedesco, la Secessione viennese, il floreale francese. Il manifesto fu uno dei luoghi in cui queste sensibilità trovarono una delle espressioni più immediate e riconoscibili.

La mostra non si ferma però a Treviso. Il progetto assume infatti una forma diffusa, proseguendo a Cadegliano, in provincia di Varese, dove il percorso si articola tra l’antica stazione ferroviaria e Villa Toletti. È qui che il gemellaggio interregionale tra Veneto e Lombardia acquista un significato ulteriore. Da un lato Treviso custodisce la memoria della Collezione Salce; dall’altro la Lombardia richiama la vicenda biografica e professionale di Metlicovitz, che costruì a Milano una parte fondamentale della propria carriera e scelse poi di vivere stabilmente a Ponte Lambro, in provincia di Como, insieme alla moglie, fino agli ultimi anni.

Cadegliano diventa così una tappa preziosa di questo racconto. La cittadina, posta a breve distanza dal confine svizzero e dal Lago di Lugano, conserva testimonianze capaci di evocare la stagione del Liberty lombardo e dei collegamenti ferroviari che, agli inizi del Novecento, accompagnarono la modernizzazione del territorio. L’antica stazione del treno, situata in via Statale, è legata alla diramazione Ghirla-Ponte Tresa, che collegava agevolmente quest’area al lago e alle località di villeggiatura. Il riferimento a Giuseppe Sommaruga, tra i massimi architetti del Liberty italiano, rafforza il valore simbolico del luogo, inserendo la mostra in un paesaggio architettonico e culturale coerente con il tema del festival.

Ancora più speciale è l’apertura di Villa Toletti, in via Giorgio Pellini 19, dimora privata in stile Liberty eccezionalmente coinvolta per l’occasione. La villa offre al pubblico un’esperienza diversa rispetto allo spazio museale: non soltanto la contemplazione dei manifesti, ma l’incontro con un ambiente architettonico che restituisce il clima della Belle Époque, il gusto della decorazione, l’idea di un’arte capace di entrare nella vita quotidiana. Qui il manifesto dialoga con l’architettura, con la memoria abitativa, con la dimensione privata del Liberty, offrendo una lettura più ampia e immersiva del fenomeno.

L’esposizione mette dunque in relazione tre dimensioni: il museo, la stazione e la villa. Il museo conserva e interpreta; la stazione racconta il movimento, il viaggio, la modernità; la villa restituisce il sogno domestico e ornamentale del Liberty. In questo intreccio si comprende la forza del progetto: il manifesto non viene presentato come oggetto isolato, ma come parte di una civiltà visiva che ha attraversato città, case, teatri, industrie, ferrovie, località turistiche e luoghi della socialità moderna.

Ad accompagnare la mostra è previsto anche un prezioso volume antologico con circa 400 illustrazioni e testi critici di Elisabetta Pasqualin, Andrea Speziali e Carla Tocchetti. Il catalogo non rappresenta soltanto un apparato di documentazione, ma un contributo di studio alla riscoperta del manifesto come laboratorio estetico della modernità. Attraverso immagini, saggi e approfondimenti, l’opera invita a rileggere la grafica Art Nouveau non come semplice stile ornamentale, ma come progetto consapevole di rivoluzione visiva.

Il 3 luglio, dunque, Treviso inaugura un itinerario che darà idealmente il via all’Art Nouveau Week 2026, in un percorso che dal Museo Salce si apre alla Lombardia, a Cadegliano, e guarda più ampiamente al sistema culturale veneto, fino all’orizzonte di Venezia e di Ca’ Foscari. È un avvio coerente con lo spirito del festival: costruire ponti tra territori, istituzioni, collezioni e comunità, restituendo all’Art Nouveau la sua natura più profonda, quella di un linguaggio internazionale nato per unire arte e vita.

Informazioni

A Treviso la mostra sarà ospitata dal 3 al 26 luglio 2026 al Museo Nazionale Collezione Salce, nella Chiesa di Santa Margherita, in via Reggimento Italia Libera. Gli orari di apertura sono dal venerdì alla domenica, dalle 10:00 alle 18:00, con chiusura della biglietteria alle 17:30. Per informazioni: tel. (+39) 0422 423386.

A Cadegliano, in provincia di Varese, il percorso sarà visitabile presso l’Antica stazione del treno, in via Statale, nei giorni 8, 9, 10, 13 e 14 luglio dalle 15:00 alle 19:30, e nei giorni 11 e 12 luglio dalle 9:30 alle 12:30 e dalle 15:00 alle 19:30. L’ingresso è libero. Per informazioni: tel. (+39) 0332 591012.

Sempre a Cadegliano, Villa Toletti, in via Giorgio Pellini 19, sarà aperta l’8 luglio dalle 15:00 alle 19:30 e nei giorni 11 e 12 luglio dalle 9:30 alle 12:30 e dalle 15:00 alle 19:30. L’ingresso è previsto solo con gruppi prenotati. Per informazioni e costi: [email protected] | (+39) 320 0445798.

Informazioni

A Treviso la mostra sarà ospitata dal 3 al 26 luglio 2026 al Museo Nazionale Collezione Salce, nella Chiesa di Santa Margherita, in via Reggimento Italia Libera. Gli orari di apertura sono dal venerdì alla domenica, dalle 10:00 alle 18:00, con chiusura della biglietteria alle 17:30. Per informazioni: tel. (+39) 0422 423386.

A Cadegliano, in provincia di Varese, il percorso sarà visitabile presso l’Antica stazione del treno, in via Statale, nei giorni 8, 9, 10, 13 e 14 luglio dalle 15:00 alle 19:30, e nei giorni 11 e 12 luglio dalle 9:30 alle 12:30 e dalle 15:00 alle 19:30. L’ingresso è libero. Per informazioni: tel. (+39) 0332 591012.

Sempre a Cadegliano, Villa Toletti, in via Giorgio Pellini 19, sarà aperta l’8 luglio dalle 15:00 alle 19:30 e nei giorni 11 e 12 luglio dalle 9:30 alle 12:30 e dalle 15:00 alle 19:30. L’ingresso è previsto solo con gruppi prenotati. Per informazioni e costi: [email protected] | (+39) 320 0445798.

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