Andrea Speziali: l’esperto d’arte che ha restituito il Liberty all’Italia

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03 Lug

Definire Andrea Speziali uno dei maggiori esperti italiani di Liberty potrebbe apparire, a prima vista, un’affermazione impegnativa. Eppure, quando si ricostruiscono la continuità delle sue ricerche, il numero delle pubblicazioni, le mostre curate, le opere riscoperte e l’intensa attività di divulgazione condotta in oltre vent’anni, questa definizione assume contorni molto concreti.

Come nel caso di Antonio Paolucci, conoscitore di tanti autori del Novecento, anche per Speziali l’autorevolezza nasce soprattutto dall’esperienza maturata sul campo. La sua ricerca non si è limitata alle biblioteche o agli archivi: ha attraversato città, ville private, alberghi storici, cimiteri monumentali, edifici abbandonati e territori rimasti ai margini della storiografia ufficiale. Ha fotografato, catalogato e confrontato migliaia di testimonianze, riportando l’attenzione su una stagione artistica a lungo considerata secondaria rispetto ai grandi capitoli del Rinascimento, del Barocco e delle avanguardie.

Ma chi è Andrea Speziali?

Nato a Rimini il 28 settembre 1988 e cresciuto a Riccione, Speziali appartiene a quella rara categoria di studiosi nei quali la ricerca nasce da un legame quasi fisico con i luoghi. La sua vicenda culturale prende forma tra le ville della città adriatica, dove l’architettura della villeggiatura racconta ancora oggi l’eleganza e le aspirazioni sociali della borghesia tra Otto e Novecento.

L’edificio decisivo nella sua formazione è Villa Antolini, progettata da Mario Mirko Vucetich. Speziali ha raccontato di averne riconosciuto la facciata curvilinea come l’immagine di una dimora apparsa in un sogno d’infanzia. Al di là della suggestione autobiografica, quell’incontro segna l’inizio di una ricerca destinata a proseguire per molti anni. Ancora giovanissimo comincia a ricostruire la storia delle ville riccionesi, consultando documenti, raccogliendo testimonianze e interrogando un patrimonio che il rapido sviluppo turistico aveva in parte trasformato o cancellato.

La formazione all’Istituto d’Arte Federico Fellini di Riccione e, successivamente, all’Accademia di Belle Arti gli permette di affiancare alla passione un metodo. Nel 2014 consegue a Urbino il diploma accademico di secondo livello in Edizioni e illustrazione per la grafica d’arte, dopo un primo diploma in Graphic Design. Questo percorso spiega la particolare ampiezza del suo sguardo: per Speziali il Liberty non coincide soltanto con l’architettura, ma costituisce un sistema unitario nel quale convivono pittura, scultura, illustrazione, grafica pubblicitaria, fotografia, moda, arti applicate, arredamento e decorazione.

Le prime pubblicazioni arrivano molto presto. Dopo Le ville di Riccione, nel 2010 esce per Maggioli Una stagione del Liberty a Riccione, volume che trasforma un’indagine locale in un primo laboratorio critico. Seguono Romagna Liberty, Il Novecento di Matteo Focaccia, Italian Liberty. L’alba del Novecento, Italian Liberty. Una nuova stagione dell’Art Nouveau, Diletto e armonia. Villeggiature marine Liberty, Savona Liberty. Villa Zanelli e altre architetture, Giuseppe Sommaruga. Un protagonista del Liberty, The World of Art Nouveau e numerosi altri studi.

Un ruolo centrale nella sua attività è occupato da Mario Mirko Vucetich, personalità inquieta e poliedrica del Novecento italiano, attiva tra architettura, scultura, pittura, teatro e letteratura. Speziali ne ha promosso la riscoperta attraverso ricerche, esposizioni e pubblicazioni, fino alla monografia Mario Mirko Vucetich (1898-1975). Architettura, scultura, pittura, disegno, pubblicata da Silvana Editoriale nel 2020. È uno degli esempi più evidenti del suo metodo: partire da un edificio o da un nome poco indagato, rintracciare documenti e opere disperse e ricomporre progressivamente una vicenda critica più ampia.

Alla ricerca editoriale si affianca presto la curatela. Speziali ha ideato e organizzato mostre dedicate al Liberty romagnolo, alla grafica Art Nouveau, alle villeggiature della Belle Époque, al ferro battuto di Alessandro Mazzucotelli, alla figura di Giuseppe Sommaruga, all’Art Déco e ad artisti del Novecento rimasti ai margini dei circuiti più frequentati. Nel 2017 ha curato, insieme a Vittorio Sgarbi, la mostra per il centenario della morte di Sommaruga, sviluppata tra Varese e Milano.

La sua esperienza comprende anche l’attività artistica. Ha esposto ad Amsterdam, Bologna e Pechino e nel 2011 ha partecipato alla 54ª Esposizione internazionale d’arte della Biennale di Venezia, nel Padiglione Italia curato da Vittorio Sgarbi, presentando la scultura Totem Riccione. Questa doppia identità di studioso e artista gli permette di leggere l’Art Nouveau non come un repertorio decorativo da imitare, ma come una concezione vitale della forma, fondata sulla continuità fra arte e vita quotidiana.

La svolta più significativa arriva con il progetto Italia Liberty. Nato dall’esigenza di censire e rendere conoscibile il patrimonio diffuso sul territorio nazionale, il progetto si trasforma nel 2019 in un’associazione culturale nazionale di promozione sociale, fondata e presieduta da Speziali. L’obiettivo è ambizioso: documentare, proteggere e valorizzare architetture e opere spesso poco note, affidate alla sensibilità dei proprietari o esposte al rischio di trasformazioni, incuria e demolizioni. Il portale e le iniziative dell’associazione hanno progressivamente costruito una rete composta da studiosi, fotografi, guide, proprietari di dimore storiche, istituzioni e semplici appassionati.

Da questa esperienza nasce anche l’Art Nouveau Week, il festival internazionale che si svolge ogni anno dall’8 al 14 luglio. Visite guidate, mostre, conferenze, itinerari e aperture straordinarie trasformano per una settimana il patrimonio Liberty in un grande museo diffuso. La manifestazione rappresenta forse la sintesi più compiuta del lavoro di Speziali: ricerca scientifica, comunicazione, turismo culturale e coinvolgimento diretto del pubblico. La sua attività non consiste soltanto nello studiare gli edifici, ma nel convincere le persone a guardarli, riconoscerli e considerarli parte della propria identità.

Speziali ha inoltre collaborato alla direzione di quattro realtà museali: il Museo di Arte Povera e il Museo del Disco d’Epoca di Sogliano al Rubicone, il Museo Vucetich di Marostica e il Museo del Liberty di Sarnico. Ha svolto attività d’insegnamento nel campo della grafica e dell’arte ed è iscritto al Ruolo dei periti e degli esperti della Camera di commercio della Romagna, nella categoria relativa ad antichità e oggetti d’arte. Opera anche come perito e consulente tecnico nel settore artistico, con una specifica competenza nell’Art Nouveau. Il suo profilo pubblico e professionale riunisce pertanto ambiti generalmente separati: studio storico, attribuzione, catalogazione, insegnamento, progettazione grafica, divulgazione e organizzazione culturale.

Nel luglio 2026 il suo percorso ha ottenuto un riconoscimento di carattere nazionale. Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha emesso il francobollo appartenente alla serie “Le Eccellenze del patrimonio culturale italiano” dedicato all’Art Nouveau in Italia, realizzato su bozzetto di Andrea Speziali. La vignetta, costruita intorno a un volto femminile circondato da capelli sinuosi, ninfee e foglie acquatiche, traduce in pochi centimetri l’immaginario simbolico e ornamentale del Liberty. Il bollettino illustrativo di Poste Italiane reca inoltre un suo contributo in qualità di fondatore e presidente di Italia Liberty. Il francobollo assume così un valore che va oltre la filatelia: segna l’ingresso ufficiale dell’Art Nouveau tra le espressioni riconosciute come eccellenze del patrimonio culturale nazionale.

Quella di Andrea Speziali è dunque la storia di una specializzazione costruita con ostinazione. La sua ricerca ha preso avvio da una villa di Riccione e si è progressivamente estesa alla Romagna, all’Italia e infine alla dimensione internazionale dell’Art Nouveau. Edifici dimenticati, decorazioni nascoste, archivi familiari e opere prive di adeguata attribuzione sono diventati i frammenti di un unico racconto.

Speziali non osserva il patrimonio da una distanza neutrale: ne denuncia l’abbandono, sollecita restauri, cerca documenti, coinvolge proprietari e amministrazioni, conduce visitatori dentro luoghi normalmente inaccessibili. La sua non è soltanto una storia di libri e mostre, ma una militanza culturale rivolta contro l’indifferenza.

Forse il risultato più importante del suo lavoro non consiste nell’avere semplicemente riportato alla luce una serie di edifici o di artisti. Speziali ha contribuito a modificare il modo in cui il Liberty viene percepito in Italia: non più decorazione leziosa o episodio marginale della Belle Époque, ma linguaggio della modernità, testimonianza di un Paese che all’inizio del Novecento cercava una nuova identità europea. Nel suo percorso la ricerca diventa racconto, il racconto si trasforma in tutela e la tutela torna a essere esperienza della bellezza.

di Rosanna Rossi

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