L’Art Nouveau torna a scandire il tempo: esce il Calendario Liberty 2026

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26 Dic

C’è un tempo che non passa, ma ritorna. È quello delle linee sinuose, dei ferri battuti che sembrano fiorire, delle facciate pensate come opere d’arte. Un tempo che il Calendario Liberty 2026 riporta al centro dell’attenzione, trasformando i dodici mesi in un viaggio tra le città della Romagna che, all’inizio del Novecento, seppero interpretare la modernità con grazia ed eleganza.

Il progetto, promosso da Antaridi, Predappio Liberty, nasce dal desiderio di coniugare cultura d’impresa, radicamento territoriale e valorizzazione del patrimonio storico-artistico. Non un semplice strumento da parete, ma un racconto visivo e narrativo che attraversa Imola, Faenza, Forlì, Cesena, Milano Marittima, Cervia, Cesenatico, Rimini, Riccione, Santarcangelo, Castrocaro Terme e Ravenna, restituendo la ricchezza di una stagione artistica spesso percepita come frammentaria, ma in realtà profondamente identitaria.

Il Liberty romagnolo – declinazione locale dell’Art Nouveau europea – trovò qui un terreno fertile: ville immerse nelle pinete, hotel simbolo della Belle Époque, giardini, cancelli e decorazioni che univano arte, artigianato e vita quotidiana. Il calendario ne coglie lo spirito attraverso immagini storiche e contemporanee, accompagnate da testi che contestualizzano edifici e dettagli, restituendo al lettore il clima di fiducia e di sogno che caratterizzò l’inizio del secolo scorso.

Alla curatela ha collaborato Italia Liberty, associazione nazionale fondata e diretta da Andrea Speziali, tra i principali esperti italiani del settore, con l’obiettivo di garantire rigore storico e qualità dei contenuti. Il risultato è un prodotto che va oltre la funzione pratica del calendario e si propone come uno strumento di valorizzazione culturale.

Il 2026 assume inoltre un valore simbolico particolare: ricorre il settantesimo anniversario della morte di Galileo Chini, artista eclettico e protagonista assoluto del Liberty italiano, autore – tra l’altro – del celebre apparato decorativo delle Terme Berzieri di Salsomaggiore. Un richiamo non celebrativo, ma coerente con l’idea di fondo del calendario: l’unione delle arti e dell’artigianato come motore di rigenerazione culturale e territoriale.

Dietro le immagini delle ville di Riccione, del Grand Hotel di Rimini, dei villini di Milano Marittima o delle architetture più discrete dell’entroterra, emerge una visione precisa: non può esserci innovazione senza memoria. È su questa consapevolezza che Antaridi costruisce un progetto parallelo alla propria attività principale, in cui la cultura diventa investimento e responsabilità sociale.

Il Calendario Liberty 2026 si propone così come un oggetto da vivere ogni giorno, capace di ricordare che la bellezza non è un ornamento del passato, ma una risorsa contemporanea. Un invito, mese dopo mese, a rallentare lo sguardo e a riconoscere, nei dettagli delle nostre città, il segno gentile di una modernità che aveva il volto dell’eleganza.

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