Art Nouveau Week 2026, il Liberty torna a guardare il mare

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13 Giu

Da Rimini a New York una settimana mondiale per riscoprire la Belle Époque

Dall’8 al 14 luglio 2026 l’Art Nouveau Week torna a trasformare città, ville, palazzi, lungomari, musei, gallerie e spiagge in un grande itinerario diffuso dedicato alla stagione più elegante e inquieta della modernità europea. L’ottava edizione del festival, promosso dall’associazione Italia Liberty e curato da Andrea Speziali, sceglie come filo conduttore “Il Mare”, tema che attraversa l’immaginario Liberty con la forza di un simbolo: onde, conchiglie, sirene, coralli, alghe, organismi marini e linee fluide diventano il lessico di un programma che non si limita a celebrare uno stile, ma tenta di restituirne la portata culturale, sociale e paesaggistica.

La cerimonia inaugurale si terrà a Rimini, mercoledì 8 luglio 2026, alle ore 18, a Villa Embassy, in viale Amerigo Vespucci 33. Non sarà soltanto l’apertura di una rassegna, ma un momento dal forte valore istituzionale: nell’occasione verrà presentato il francobollo ordinario “L’Art Nouveau in Italia”, emesso dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy nella serie tematica “Le Eccellenze del Patrimonio culturale italiano”. Il bozzetto, firmato da Andrea Speziali, nasce per riconoscere e diffondere il valore di un patrimonio che tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento ha inciso sull’identità visiva del Paese, lasciando tracce nelle architetture balneari, nei villini borghesi, nelle stazioni termali, nei cimiteri monumentali, nelle insegne, nelle ceramiche e nelle arti applicate.

Il programma si presenta come un atlante culturale suddiviso per Paesi e regioni. La struttura è ampia: convegni, grandi tour, visite guidate, mostre, conferenze, esperienze tematiche, sessioni di disegno dal vero e sculture Liberty di sabbia. È un festival che procede per stratificazioni, alternando la lezione scientifica alla passeggiata urbana, l’esperienza immersiva alla scoperta di edifici spesso ignorati, la mostra storica alla rilettura contemporanea del decorativismo floreale.

In Italia il percorso attraversa l’intera penisola. In Abruzzo il programma tocca Atri, Giulianova, Guardiagrele, Lanciano, L’Aquila, Penne, Pescara, Sulmona e Teramo. L’Aquila ospita il convegno “Atmosfere Liberty nella Belle Époque aquilana”, venerdì 10 luglio alle ore 18, nella Sala Baiocco di Corso Vittorio Emanuele 81, con interventi dedicati alla borghesia, al cinema come vettore della Belle Époque e al restauro dello stesso edificio. La città propone anche il “Festival del Cinema Muto”, con proiezioni serali l’8, il 9 e il 12 luglio, e una giornata immersiva dedicata alle atmosfere Liberty di inizio secolo, tra danza storica, costumi, comunicazione visiva e gusto mondano.

Il tema del mare emerge con particolare evidenza nelle regioni costiere. In Emilia-Romagna il festival trova una delle sue geografie più naturali: Rimini, Riccione, Cesenatico, Cervia, Bellaria, Cattolica, Milano Marittima, Santarcangelo e Viserba dialogano con Bologna, Modena, Parma, Ferrara, Ravenna, Cesena e Salsomaggiore Terme. Qui il Liberty diventa memoria della villeggiatura, architettura dell’accoglienza e racconto della modernità turistica. Le visite guidate accompagnano il pubblico tra villini, stabilimenti, cimiteri monumentali, palazzi urbani e luoghi simbolici del primo Novecento; le sessioni di disegno dal vero porteranno invece i partecipanti davanti al Grand Hotel di Rimini, a Villa Franceschi e Villa Antolini a Riccione, a Villino Pompili a Cesenatico e a numerosi edifici bolognesi, trasformando il taccuino in strumento di conoscenza.

La Lombardia conferma un ruolo centrale, con Milano, Cernobbio, Como, Cremona, Crespi d’Adda, Monza, Pavia, Brescia, Gallarate, Lecco, Varese e molte altre città. A Milano, l’8 luglio, la Libreria Città Possibile ospita il convegno “Linee organiche nel giardino sommerso”, dedicato alle arti applicate lombarde, a Villa Bernasconi, al mare nell’iconografia Art Nouveau, ai gioielli, al ferro battuto e al mito delle sirene. Cernobbio, con Villa Bernasconi, accoglie il 12 luglio l’incontro “Liberty oggi. L’eredità dell’Italia floreale tra arte, cinema e moda” e due mostre di particolare rilievo: “Il Liberty di Riga nell’architettura e nell’arte” e “Tutti al Mare!”, quest’ultima sviluppata con gli studenti del Master in Textile Design Product Research and Sustainability dell’Accademia di Como – Aldo Galli – IED Network, in collaborazione con Tessitura Taiana Virgilio.

Nelle Marche il baricentro è Pesaro, dove il 10 luglio, a Palazzo Gradari, nella Sala Pallerini, si terrà il convegno “Danzando sull’Adriatico. Forme e volumi della linea Liberty”. Il mare diventa qui materia di studio e di tutela ambientale: accanto agli interventi sulla ceramica Liberty, sulle manifatture Molaroni e Mengaroni, sul Villino Ruggeri e sulle stazioni balneari della Belle Époque, il programma include anche il contributo della Fondazione Cetacea e dell’Ospedale delle tartarughe marine, con una riflessione su arte e ambiente. Sempre a Pesaro, Palazzo Gradari e Galleria Rossini ospitano dall’8 al 14 luglio la mostra “L’Art Nouveau in Italia. La linea organica tra natura e arti applicate”, un’indagine sul rapporto tra mondo naturale, decorazione, grafica, ceramica, filatelia e immaginario marino.

La Sicilia offre uno dei capitoli più ricchi del festival. Palermo, Mondello, Catania, Messina, Taormina, Agrigento, Canicattì, Licata, Ispica, Trapani, Siracusa, Caltagirone e numerose altre località compongono un itinerario che rilegge l’isola come laboratorio del modernismo italiano. A Palermo, ai Cantieri culturali alla Zisa, nello Spazio Zero, dall’8 al 14 luglio sarà allestita la mostra “Giuseppe Sommaruga (1867–1917). Visione e regia del Liberty italiano”, a cura di Andrea Speziali, concepita come confronto critico tra Sommaruga ed Ernesto Basile. Catania apre Villa Zingali Tetto, con ingressi gratuiti e priorità ai soci di Italia Liberty, mentre Mondello diventa una delle mete simboliche per comprendere il rapporto tra architettura balneare e immaginario Liberty. Il Grand Tour “Le vie del Liberty. Sulle tracce dell’Art Nouveau in Sicilia”, dall’8 al 14 luglio, attraversa Palermo, Agrigento e Catania, unendo ville, palazzi decorati, paesaggi, città storiche e percorsi meno consueti.

Anche la Puglia ha una forte presenza nel programma. Bari, Lecce, Taranto, Brindisi, Nardò, Galatone, Rutigliano, Bisceglie e Acquaviva delle Fonti compongono una mappa nella quale il Liberty dialoga con il lungomare, il Borgo Umbertino, le ville della Belle Époque e le arti applicate. A Bari, martedì 14 luglio alle ore 10, il Palazzo della Città ospita il convegno “Art Nouveau: l’orizzonte moderno dell’arte tra natura e innovazione”, mentre dall’8 al 14 luglio lo stesso Palazzo accoglie la mostra “Il Soffio contemporaneo del Liberty”, dedicata ad Andrea Speziali e alla rilettura contemporanea dell’estetica floreale.

La Toscana si muove tra Firenze, Livorno, Pisa, Lucca, Viareggio, Montecatini Terme, Pistoia, Grosseto, Siena, Follonica, Cecina e Marina di Grosseto. A Firenze, il 9 luglio, il Museo del Restauro dell’Istituto per l’Arte e il Restauro ospita il convegno “Il restauro e la conservazione dell’eredità Art Nouveau”, con interventi sulle linee guida per il restauro, sulle Terme del Corallo di Livorno e sui rapporti tra ornamento, Medio Oriente e modernismo europeo. A Massa, dall’8 luglio al 30 agosto, il Liceo artistico “Felice Palma” presenta “Spirali marine e visioni Art Nouveau”, mostra di giovani autori che intreccia legni recuperati sulle spiagge, forme organiche, spirali, oggetti quotidiani e memoria del mare.

Il programma italiano prosegue in Liguria, Lazio, Veneto, Piemonte, Sardegna, Basilicata, Calabria, Campania, Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto Adige, Umbria e Molise. A Roma si indaga il volto modernista di Ximenes e l’antagonismo di Coppedè; al Lido di Venezia si torna al Gran Viale e all’area del Des Bains; a Savona, Sanremo, Imperia e Genova il Liberty si lega alla costa ligure; in Sardegna si attraversano Alghero, Arborea, Cagliari, Iglesias, Oristano, Quartu Sant’Elena e Sassari; in Piemonte il percorso passa da Torino a Stresa, da Novara ad Acqui Terme, da Biella a Verbania. Il festival non cerca solo i capolavori già noti, ma anche le tracce minute: cancellate, facciate, portali, balconi, vetrine, ferri battuti, decorazioni funerarie, palazzine e villini di provincia.

La dimensione internazionale conferma l’ambizione del progetto. La sezione estera comprende Paesi e città dall’Algeria all’Argentina, dall’Australia all’Austria, dal Belgio alla Francia, dalla Germania alla Lettonia, dai Paesi Bassi alla Polonia, dalla Repubblica Ceca alla Spagna, dagli Stati Uniti alla Svizzera, fino a Turchia, Ucraina e Ungheria. Non è un semplice ampliamento geografico: è il riconoscimento di una lingua artistica che, pur assumendo nomi diversi — Liberty, Art Nouveau, Modernismo, Jugendstil, Secessione — ha segnato un’intera stagione della modernità.

Tra i grandi appuntamenti internazionali spicca il tour “Sulle orme di Gaudí”, a Barcellona, sabato 11 e domenica 12 luglio. Due giornate, circa sei ore ciascuna, raccontano l’evoluzione dell’architetto catalano attraverso Plaza Reial, Palau Güell, Passeig de Gràcia, Casa Calvet, Casa Batlló, Casa Milà, Casa Vicens, Park Güell, la Cripta della Colonia Güell, Torre Bellesguard e la Sagrada Família. L’itinerario non segue una scansione puramente cronologica, ma costruisce un racconto organico della trasformazione del linguaggio gaudiniano, dai primi esperimenti fino alla grande architettura spirituale.

Negli Stati Uniti il programma attraversa Chicago, Los Angeles, New York, Santa Monica e Winter Park. A Chicago, l’11 luglio, il percorso è dedicato al modernismo americano di Louis Sullivan; a Los Angeles e Santa Monica l’Art Nouveau incontra la costa californiana; a Winter Park il Charles Hosmer Morse Museum diventa il luogo dello “scrigno” Tiffany. A New York, la Macklowe Gallery di Park Avenue ospita dall’8 luglio al 31 agosto la mostra “Louis Comfort Tiffany. Il sogno dell’Art Nouveau”, a cura di Benjamin Macklowe e Andrea Speziali. Lampade, vetri iridescenti, gioielli di René Lalique, arredi di Majorelle e opere di Gallé, Daum e altri protagonisti compongono una costellazione di arti applicate in cui la natura diventa luce, materia, industria e poesia.

Una delle novità più evocative dell’edizione 2026 è il capitolo dedicato alle sculture Liberty di sabbia. Pescara, Cervia, Cesenatico, Riccione, Rimini, Fregene, Savona, Pesaro, Fiorenzuola di Focara, Bari, Cagliari, Mondello e Marina di Grosseto, insieme a spiagge in Australia, Brasile e Spagna, diventeranno luoghi di creazione effimera. È un gesto coerente con il tema del mare: la sabbia, materia instabile e primordiale, si trasforma in ornamento, in architettura provvisoria, in omaggio alle curve dell’Art Nouveau. Accanto a queste opere temporanee, il festival propone le sessioni di “Visioni Art Nouveau nel disegno dal vero”, attività collettive di sketching en plein air che invitano il pubblico a osservare, disegnare e comprendere l’architettura non attraverso lo schermo, ma attraverso il tempo lento dello sguardo.

Art Nouveau Week 2026 appare così come un grande esperimento di divulgazione culturale. Non una nostalgia della Belle Époque, ma una ricognizione critica di ciò che quella stagione continua a insegnare: il rapporto tra arte e vita quotidiana, tra natura e industria, tra città e paesaggio, tra turismo e tutela. Il Liberty torna a parlare perché non appartiene soltanto al passato. Le sue linee curve, le sue metamorfosi vegetali, il suo desiderio di bellezza applicata agli oggetti e agli spazi pubblici intercettano oggi una domanda nuova: riscoprire un patrimonio fragile, spesso dimenticato, e restituirlo alla comunità come parte viva dell’identità culturale contemporanea.

Dall’Adriatico alla Sicilia, da Milano a Barcellona, da Cernobbio a New York, il festival costruisce un ponte tra luoghi distanti eppure uniti da una medesima aspirazione: riconoscere nella bellezza non un ornamento superfluo, ma una forma di conoscenza. Ed è forse proprio questo il senso più profondo dell’Art Nouveau Week: trasformare una settimana di luglio in un viaggio attraverso il primo Novecento, per leggere con occhi nuovi le città in cui viviamo e il mare che continua a disegnarle.

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